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Antia
E’ stata l’occasione per visitare un’azienda diversa, una delle poche in grado di spingere il servizio oltre il tessuto e portarlo ai capi finiti, di spaziare dai piumini fino alla camiceria. Ma quella di venerdì scorso è stata anche l’occasione per gettare uno sguardo al futuro e dare un’occhiata al mondo dell’abbigliamento che verrà. Non dal punto di vista inflazionato del gusto, delle tendenze o dello stile. Ma da quello ben più concreto dell’organizzazione e dello sviluppo tecnico.
Questo, in estrema sintesi, il contenuto del convegno che ha raccolto a Prato i soci dell’Antia, l’Associazione nazionale dei tecnici e dei professionisti del sistema moda. Dopo la visita allo stabilimento tessile della Beste, a quella successiva allo stabilimento che si occupa della confezione, la giornata si è conclusa nelle sale del Museo del Tessuto di via Santa Chiara. Alto il profilo dei contenuti affrontati: ricerca, sviluppo, organizzazione e strategie a fronte della nuove sfide del mercato. Così come era alto il profilo degli intervenuti: una rappresentanza autorevole della grande fabbrica italiana della moda. Attraverso tecnici e dirigenti, erano presenti aziende come Dolce & Gabbana, Ferragamo, Max Mara, Diesel, Pinko, Costume National, ecc.




